Mer, 16 maggio 2018

Devo tenere Oro in portafoglio? Quanto? (Parte2)

Continuiamo con il secondo articolo dedicato alla gestione dei nostri risparmi e dell’importanza dell’Oro nella protezione dei nostri investimenti

Vi siete mai chiesti perché parlando dell’oro, si dica sempre “Bene Rifugio”? Alcuni di voi lo sanno già ma molti potrebbero chiedersi effettivamente il perché. La spiegazione è piuttosto semplice: in sintesi, quando tutto va male, comprare oro fisico, protegge dalla perdita di potere di acquisto dell’Euro. Ne abbiamo parlato in precedenza nella seconda parte del post "Oro fisico: la verità sull'Investimento (part.2)".
Come abbiamo detto nella prima parte di questo articolo (Devo tenere Oro in portafoglio? Quanto? (Parte1)) una quota intorno al 5% in ETF specializzati in oro in un portafoglio ben diversificato potrebbe essere una buona regola. Tutta la performance dell'oro tiene conto della rivalutazione del dollaro americano rispetto all'euro. Il dollaro, con il quale è quotato l'oro, è correlato negativamente con il prezzo del metallo giallo: uno sale e l’altro scende. L'oro ha una seconda caratteristica. Questo asset, specialmente in questi anni, è stato utilizzato anche come vero e proprio sostituto dei titoli di stato.
Ma quali sono le garanzie che offre l’investimento in oro? Come scrivevamo nell'articolo "Quale investimento può offrire maggiori garanzie" le garanzie che offre il metallo fisico sono molteplici e indiscusse ed è per questo che non solo vale la pena tenerlo come investimento ma soprattutto è necessario per proteggere gli altri investimenti dalla svalutazione. L’attuale scenario di mercato è caratterizzato da crescita, bassa inflazione, bassi tassi di interesse, bassa disoccupazione. Un mondo quindi “quasi” teoricamente perfetto per investire con serenità.

Proprio in questi momenti si rischia si cadere in una fase di sottovalutazione del rischio. Potrebbe essere invece il caso di iniziare a pensare a strategie adatte a calmierare le potenziali minacce che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi. Potrebbe essere il momento di decorrelare gli asset nel proprio portafoglio. Come la teoria insegna, diversificare con attività che viaggiano in modo non sincrono con le altre permette di attenuare i rischi.

Si potrebbe inserire un po' di oro (e argento) nei propri investimenti per aumentare la decorrelazione del proprio portafoglio. Qual è il portafoglio perfetto? Il portafoglio perfetto è suddiviso in quattro parti: il 25% in azioni, il 25% in oro, il 25% in titoli governativi a breve e infine il 25% in titoli governativi a lungo. In sostanza la ripartizione del portafoglio "perfetto", nata negli Stati Uniti, per un investitore che ragiona in euro si otterrebbe scegliendo le seguenti categorie:

  • indice tedesco DAX 30 per le azioni;
  • oro;
  • CTz italiani (zero coupon) per i titoli a breve;
  • Bund tedesco decennale per i governativi a lunga.

I titoli di Stato italiani e tedeschi possono essere acquistati sul mercato secondario, il Dax può essere replicato con gli Etf e cosa importante l’oro può essere comprato fisicamente. Detenere in maniera equilibrata questi quattro asset è una garanzia per ogni fase di mercato, dalla contrazione all'accelerazione. C'è sempre una coppia di asset che funziona abbastanza meglio delle altre permettendo una rivalutazione del portafoglio in generale. Il principio della diversificazione e dei vasi comunicanti appare l'unica arma possibile per muoversi in mercati finanziari sempre più imprevedibili.

L'oro in portafoglio è sempre presente ed è un fattore di stabilità e minor rischio assieme ad asset molto diversificati il cui peso può essere scelto in base alle proprie esigenze e profilo di rischio.

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.