Ven, 22 giugno 2018

Quantitative Easing Stop. E ora?

Cosa fare in questa situazione per proteggere i propri risparmi. Ma soprattutto cosa significa terminare il programma di aiuti della BCE per il cittadino italiano.

E si! Ormai era una cosa scontata, era solo questione di tempo. La Banca Centrale Europea, ha infatti stabilito una data certa in cui il suo intervento in aiuto dell’Eurozona terminerà. L’istituto presidenziato da Mario Draghi, ha deciso di ridurre fino allo stop l’attività di acquisto massiccio dei Titoli di Stato dei Paesi Membri Europei. Cosa significa comprare i Titoli di Stato? In sintesi, acquistare e finanziare il debito di uno Stato sovrano aiutandolo nella fase di crisi più acuta.
Questa decisione sebbene attesa lascia molti dubbi e interrogativi aperti che al momento non hanno risposta. In particolare la crisi non è certo finita e le risposte da parte dell’economia potrebbero tardare a arrivare. Gli acquisti compiuti dall’Istituto di Francoforte ogni mese, durante questi tre anni di vita del Quantitative Easing, hanno rappresentato un'ancora di salvezza per un Paese come il nostro che ha un debito pubblico pari a 2.315 miliardi, aumentato negli ultimi mesi al ritmo di 10,5 miliardi al mese.
Ora per il Bel Paese questo annuncio implica che ora deve arrangiarsi da solo e soprattutto mettere in atto strategie per riuscire a vendere quei Titoli che prima acquistava la Bce. E questo è innegabile che porterà delle ripercussioni piuttosto pesanti al nostro Paese.

Il professor Marcello Messori, direttore della School of European Political Economy dell'Università Luiss ritiene che “un Paese come il nostro inevitabilmente entrerà in una fase di maggiore difficoltà. L'Italia può sfruttare questo tempo che ha a disposizione per avviare una graduale ma costante diminuzione del rapporto tra debito pubblico e Pil. Penso che questa sia davvero la scommessa che ci giochiamo” (Fonte Agi.it).
Ora anche le banche Italiane saranno messe sotto una pressione piuttosto importante, poiché non solo hanno ancora troppi Titoli di debito pubblico nei loro bilanci, ma soprattutto i conti di molte non sono per niente in ordine. Pensiamo a Monte dei Paschi di Siena, e a tante altre. Credete che il pericolo Bail In sia terminato?
In questa fase di transizione, spiegava ancora Messori, "chi ha dei portafogli con molti titoli del debito pubblico a lunga scadenza, non solo italiani, non sarà contento, perché il valore di quei titoli si abbassa. Questo significa che in un mondo che, prima o poi, farà segnare aumenti dei tassi di interesse, anche l'investimento in titoli di debito fisso in obbligazioni, può diventare rischioso".

Ora certamente non esiste la formula magica per proteggere i nostri investimenti, è vero, ma esiste certamente il buon senso. E chi ci sta seguendo da molto tempo ormai, grazie anche alle numerose testimonianze che riceviamo ogni giorno, sa bene che l’investimento in oro Fisico mette al riparo da situazioni potenzialmente disastrose.
Investire in oro fisico, non ha paragoni in termini di sicurezza nell’investimento. Forse non da rendimenti da capogiro, ma neppure mette a rischio il capitale.
Pensateci

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

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