Ven, 12 giugno 2020

I prezzi dell’oro – analisi lungo periodo [quarta parte]

Il primo assaggio del nuovo millennio, ci ha riservato molte sorprese. Vediamo il prezzo dell’oro come ha reagito in questo periodo dall’ingresso dell’Euro fino al CoVid-19.

In questo nuovo appuntamento, andiamo ad affrontare la storia del prezzo dell'oro nel nuovo millennio, la sezione memorabile dove l'oro ha raggiunto i massimi storici, quel famoso rally dove le quotazioni registrarono i valori massimi ancora a tutt’oggi inviolati a ben $1.920 per oncia e dove per la prima volta nella storia in Europa è entrato in vigore l’Euro come Moneta Unica per tutti gli Stati Europei.
Come abbiamo visto nel precedente articolo, il prezzo dell’oro rimase abbastanza stabile in una fase in cui i mercati azionari crebbero molto e l’economia in generale, era in una fase di espansione.

Nel ventennio che stiamo vivendo oggi, l’oro fisico ha mostrato alti e bassi nel suo percorso ma tutto è riconducibile alla situazione economica che abbiamo vissuto nel nuovo millennio.

In quegli anni appunto, il mercato azionario era in continua espansione e gli investitori erano a caccia di occasioni soprattutto in quel comparto di Borsa che venne chiamato il “nuovo mercato”, ovvero quel segmento nel mercato azionario dove venivano quotate le aziende Dot-com.
Eravamo agli inizi del boom di internet, dove le Società di telecomunicazione nascevano all’improvviso e registravano utili da capogiro nel giro di pochi mesi. Come non ricordare le “Seat Pagine Gialle”, le “Tiscali” le “Freedomland” e altri nomi oggi ormai assorbiti o scomparsi.
Proprio nel 2000, il mercato azionario registrò nuovi picchi nonostante si temesse il millenium bug ovvero il passaggio di millennio in cui si temeva che i computers potessero andare in tilt.
09/11… Vale la pensa non dimenticare che nel ormai tristemente famoso “attacco alle Torri Gemelle”, ci furono elevati volumi di acquisto di oro fisico. In ogni caso, le quotazioni dell’oro si aggiravano intorno al valore di $280 per oncia e rimasero abbastanza stabili fino alla fine del 2002.

Un nuovo rally dell'oro si è verificato dal 2002 al 2003, subito dopo il crollo della bolla Dot Com, quando è aumentato di oltre il 40% nel momento in cui gli Stati Uniti sono entrati in guerra con l'Afghanistan e l'Iraq, con l’allora presidente Bush. Fu anche in questo periodo che le banche centrali ricominciarono ad accumulare riserve d'oro, ma principalmente tra le nazioni orientali come la Cina e la Russia e altri Paesi emergenti.
Questa tendenza all'acquisto di oro si è ampliata solo negli ultimi anni, con le banche che hanno acquistato più oro nel 2018 di quanto non abbiano fatto in oltre cinquant'anni.

Lo scopo principale delle Banche centrali è quello di diversificare le proprie riserve di valuta estera. Ricordiamo che la diversificazione del portafoglio è una parte importante delle strategie di investimento ed è uno dei cardini della teoria moderna del portafoglio, come abbiamo spesso ricordato nei nostri articoli. La recente crisi finanziaria e la recessione globale hanno messo alla prova le strategie più comuni e hanno sollevato interrogativi sulle proprietà di diversificazione dei cosiddetti investimenti alternativi come materie prime, hedge funds e immobili. Tra il caos, l'oro non solo ha sovraperformato la maggior parte di questi investimenti alternativi, ma è stato anche uno dei pochi asset, insieme ai titoli emessi dal governo, a offrire un rendimento positivo dell'ordine del 4% nel 2008.

Nel 2008 ci fu una delle più gravi crisi del credito, ovvero la crisi di Lehman Brothers che nel settembre di quell’anno dichiarò fallimento. Si trattò della più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. L'oro è salito a $ 869,75 l'oncia, durante quella crisi finanziaria. Il prezzo di un'oncia d'oro ha raggiunto il record di $ 1.921 nel settembre 2011, la cosiddetta “bolla dell’Oro”. Gli investitori erano preoccupati per un default del debito USA. Da allora questo timore è diminuito, poiché l'economia americana è migliorata e l'inflazione rimane a tutt’oggi bassa. Nel decennio successivo infatti, arrivando ai giorni nostri, l’oro discese sul finire del 2015 fino al livello di circa $1.000 a seguito di una stabilizzazione delle economie ed una diminuzione progressiva dei tassi di interesse vista la debole forza inflattiva. Proprio qualche anno prima, nel 2013 l’oro subì un crollo perdendo circa il 30% dai suoi massimi. E questo a tutt’oggi, viene ricordato come il peggior anno per l'oro dal 1981. Ci furono molti detrattori dell’oro in quel periodo. Ma, è bene ricordare, dal 2008 al settembre del 2011 il metallo prezioso, aveva messo in fila una galoppata che lo aveva portato a raddoppiare il proprio valore, toccando il record di 1.921 dollari l'oncia in scia alle iniezioni di liquidità delle banche centrali - Fed in testa - nei mercati.
Dobbiamo sottolineare l’importanza sempre più crescente di Cina e India in questo ventennio, che si sono contese il primato come le maggiori nazioni acquirenti di Oro fisico. L’India si distingue soprattutto poiché vanta una cultura particolarmente propensa al possesso dell’oro e ben visibile in alcune caratteristiche festività, come la stagione dei matrimoni dove l’oro è il regalo maggiormente gradito.

In questo 2020, il motivo principale che ha fatto crescere le quotazioni dell’oro, è da ricondursi maggiormente alla pandemia che ha scatenato la diffusione del CoVid-19, del quale ancora stiamo attraversando momenti critici e dove molti paesi al mondo si trovano ancora in stato di emergenza sanitaria. Da non dimenticare la guerra commerciale “dazi” tra Stati Uniti e Cina, che già in precedenza aveva messo sotto pressione la finanza mondiale.
L’oro che funge da bene rifugio, ha aumentato il suo valore a seguito di un crollo violento dei mercati finanziari.
(Fonti: IMF- World Bank-Reuters-history.state.gov-Federal Reseve System)

Non c’è che dire, l’oro ha e manterrà sempre il suo millenario valore.

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.

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