Mer, 20 maggio 2020

I prezzi dell’oro – analisi lungo periodo [seconda parte]

Continuiamo il nostro viaggio lungo il percorso del prezzo dell’oro nella storia per capirne i suoi movimenti.

L’oro nel bene e nel male è sempre stato considerato un metallo di grande valore e possederlo significava avere potere. L'oro è tra gli argomenti finanziari più controversi in circolazione. Mette i veri credenti appassionati contro gli scettici totali. Le persone si scaldano e si arrabbiano da entrambi i lati. Alcuni dicono che è "l'unico vero denaro". Altri lo definiscono un po’ meglio di una superstizione improduttiva. L'economista britannico John Maynard Keynes definì il gold standard, che fissava la valuta di carta al valore dell'oro, una "reliquia barbara" di un'epoca passata.

Continuiamo nel percorso che nel precedente articolo ci aveva portato a capire il passaggio dalle quotazioni fisse di un’oncia d’oro fino al 1971, quando terminò il Gold Standard, alle prezzature determinate dal libero mercato negli anni successivi fino ai giorni nostri. L'oro tende a beneficiare di misure di stimolo ed è spesso visto come una copertura contro l'inflazione che al momento sembrerebbe essere sotto controllo.

Negli anni ’70 gli elevatissimi costi per gli Usa, della guerra del Vietnam, fecero schizzare l’inflazione verso livelli sempre più elevati con valori nel 1973 del 8,7%, del 12,3% nel 1974 quando ci fu lo scandalo Watergate dove il prezzo dell'oro triplicò il suo valore nel giro di poco tempo passando in quegli anni da $63 a $183 e il Presidente Usa Ford promulgò una legge che permise ai privati di possedere nuovamente l’oro. Nello stesso periodo, i mercati azionari dimezzarono il loro valore e il principale Indice Americano “Dow Jones” passò da 1.020 punti a circa 600 punti. Proprio il calo dei corsi Azionari avevano di fatto sancito l’ingresso del ciclo economico in una fase di recessione. La Banca Centrale Americana, Federal Reserve, nel 1976 abbassò il costo del denaro facilitando di conseguenza la circolazione della moneta e facendo ripartire il ciclo economico verso una fase di nuova espansione accompagnata dall’elezione del nuovo Presidente Jimmy Carter.
I mercati Azionari ripresero vigore, senza tuttavia superare i precedenti massimi raggiunti e l’oro rimase sorprendentemente a livelli elevati, con prezzi compresi tra $140 e $180, forse il primo segno di come gli investitori percepivano il metallo prezioso come bene rifugio, quello che da sempre in queste pagine promuoviamo.

Ma a ben vedere le elevate quotazioni dell’oro non avevano nulla o poco di sorprendente poiché proprio in quegli anni l’economia cominciava a surriscaldarsi con il principale indicatore di tale situazione economica, l’inflazione (aumento progressivo del livello medio generale dei prezzi, o anche diminuzione progressiva del potere di acquisto o del valore della moneta) che volava addirittura a valori a doppia cifra.

Come si comportò il prezzo dell’oro? Ebbene il metallo prezioso che ormai aveva iniziato a radicare il concetto di prezzo nel libero mercato, passò di mano dapprima nel 1977 a $164, con un’inflazione al 6,7%.
Poi l’anno successivo nel 1978 il valore del prezioso arrivava, per la prima volta nella storia a quota $226 per oncia, con un’inflazione al 9,0%. Ma la vera sorpresa doveva ancora venire per il metallo giallo che veniva sempre più richiesto a copertura dell’inflazione e per mantenere il potere di acquisto: nel 1979 con un valore inflattivo del 13,3% il prezzo dell’oro fisico sui mercati internazionali, volò a $512 raddoppiando il precedente record appena registrato.

Prezzo dell'oro nel tempo

In Italia intanto prendeva piede l’epoca dei “Bot-people” ovvero l’investimento di massa in Titoli del Tesoro Italiano che avevano un rendimento virtuale di grande interesse. L’errore dovuto a scarsa conoscenza fu quello di non comprare invece oro fisico.
(Fonti: IMF- World Bank-Reuters-history.state.gov-Federal Reseve System)

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.

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