Lun, 22 aprile 2013

Panico sull'oro

Venerdì 12 e lunedì 15 aprile abbiamo assistito a quello che possiamo definire un momento di panico sull'oro. Alle 15:30 di Londra di venerdì 12 il prezzo del fixing dell'oro fisico era di 1.535 $ oncia. Pochi minuti dopo e' iniziata un'intensa vendita di contratti futures al mercato di New York. È' stata sufficiente la rottura di 1.499 e hanno cominciato a scattare le vendite automatiche legate agli stop loss accentuando il ribasso.

Al Comex di NY e' possibile comprare o vendere 100 oncie d'oro (150.000 $) con un contratto future mettendo a "margine" (garanzia) solo 5.400 $. Se il prezzo dell'oro perde il 3,5% viene richiamato il margine e si perde tutto.
Ebbene quel giorno, l'oro ha perso più del 4% innescando un circolo vizioso di "margin calls".

Lunedì 15 il disastro. Come di solito accade dopo dei brutti crolli di venerdì, durante il week end gli investitori esposti all'investimento hanno tutto il tempo di farsi prendere dal panico e decidere di vendere il lunedì mattina. L'oro ha così continuato il ribasso sui mercati asiatici dei derivati chiudendo addirittura a -9,5 %.
Martedì mattina il minimo a 1.325 $ oncia e poi tre giorni di leggera risalita fino alla chiusura di venerdì 19 poco sopra i 1.400 $ oncia.

Nel frattempo si è assistito a una forte disconnessione tra l'oro di carta e l'oro fisico. Il forte crollo di prezzo ha visto esplodere la domanda di oro fisico principalmente in Asia ma anche in Europa e Usa. A quanto pare lo sconto improvviso del 15% rispetto a una settimana prima si è' trasformato in una interessante occasione d'acquisto per molti risparmiatori.
Se però calcoliamo la percentuale di ribasso rispetto al record di settembre 2011 a 1.925 $ oncia, arriviamo a circa -30% come quella del 2008 quando l'oro scese dal record di 1.033 a 681 $/oz.
Da quel minimo l'oro inizio' una salita di 3 anni che lo ha portato a 1.925 $ (+182%).
Anche allora come oggi, i media dichiaravano la fine del rialzo dell'oro....

Ad ogni modo, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Nessuno lo sa', ma possiamo essere certi che non sono due giorni di panico a cambiare i Fondamentali di lungo termine che hanno sostenuto il trend rialzista iniziato nel 2001. Anzi. La Banca Centrale del Giappone ha annunciato misure di politica monetaria senza precedenti. Per cercare di uscire dalla deflazione che attanaglia il paese da 23 anni, stamperà ¥en per un controvalore di 1,5 Triliardi di $ nei prossimi tre anni per comprare i titoli di stato Giapponesi e altro. Classica monetizzazione del debito.
I tassi d'interesse saranno tenuti bassi fino al 2015, garantendo tassi reali negativi al netto dell'inflazione.

Certo il danno tecnico grafico e' stato notevole e ora bisognerà attendere qualche settimana prima di capire quale sarà il minimo da cui ricominciare a crescere.

Consilia Aurea

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