Mer, 7 gennaio 2015

L'ORO nel 2014, in Euro + 9,67

Il 2014 è stato un anno positivo per l’oro in euro. Il prezzo del 2 gennaio 2014 era 28,85 € al grammo mentre il 31 dicembre 2014 la quotazione ufficiale di chiusura è stata 31,64 €/gr.
Performance ufficiale: +9,67%.
Dopo il -29,77% del 2013 (da 41,08 €/gr del 2 gen ’13) finalmente un anno positivo. E questo vale per quasi tutte le valute del mondo.

Manca all’appello “solo” l’oro in dollari (la linea gialla nel grafico) che ha chiuso l’anno con il segno negativo: -3,83%. A prima vista è tutto merito del rialzo del $ (+12% contro €) se l’oro ha avuto un anno brillante nelle diverse valute mondiali ma approfondendo leggermente scopriamo che anche l’oro ha dato un notevole contributo ovvero non è crollato a fronte del rialzo del dollaro.

E’ nota la correlazione inversa tra dollaro e materie prime. Essendo, per default, quotate in dollari, all’aumentare o diminuire della valuta di riferimento, i prezzi delle materie prime scendono o aumentano per compensare la diminuzione o l’aumento della domanda delle stesse.

Dal grafico successivo possiamo infatti notare come l’indice delle materie prime, CRB, abbia iniziato a scendere proprio quando il dollaro ha iniziato a salire. Mentre l’oro, che ha seguito le materie prime al ribasso fino a novembre, ha smesso di scendere e anzi ha tentato un recupero proprio in concomitanza con la rottura (falsa) del livello 1.180 $/oz del quale parlavamo nel nostro ultimo messaggio.

Quindi notevoli gli ultimi due mesi del 2014 per l’oro. Dopo aver tentato più volte di infrangere i supporti e dirigersi verso nuovi minimi, le quotazioni sono tornate sopra i 1.200 mettendo sempre più agitazione nel partito dei ribassisti.
Una combinazione di fattori rende il livello 1.200 molto importante. Come detto più volte si tratta più o meno del costo di estrazione delle società minerarie ma anche quello che vede gli asiatici (e i russi) continuare ad accumulare riserve auree convertendo le ingenti riserve valutarie (in dollari) in oro.

In ultimo, oltre a tener ben presenti le variabili geopolitiche, è importante monitorare con attenzione i mercati azionari. Dopo quasi sei anni di salita post Lehman Bros e crash del 2008, la Fed ha annunciato solo poche settimane fa la fine del Quantitative easing e con un Congresso passato ai Repubblicani sarà quasi impossibile lanciare un QE4 in caso di bisogno.

Nella più semplice delle strategie di arbitraggio, gli “Smart Money” (mani forti) potrebbero prendere profitto sulle borse e comprare oro. Del resto per fare soldi bisogna vendere alto e comprare basso, mentre la massa dei piccoli investitori continua, da sempre, a fare il contrario.

Al prossimo aggiornamento…

Consilia Aurea
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