Mar, 18 aprile 2023

L'acquisto di beni rifugio aumenta i prezzi dell'oro

Le preoccupazioni per il settore bancario hanno portato a uno spostamento verso beni rifugio da parte degli investitori e l'oro ne ha chiaramente beneficiato. Ma anche se in questi ultimi giorni assistiamo a un calo dei prezzi a breve termine, le probabilità che si rafforzeranno nel secondo semestre sono ancora molto forti.

Acquisto Beni Rifugio

Secondo l'organismo di controllo americano che segnala i dati sulle nuove aperture di posizioni da parte dei grandi investitori (che sono appunto controllati dalle regole severe del CFTC), viene evidenziato che nelle ultime settimane gli speculatori hanno incrementato le loro posizioni di acquisto sull'oro del COMEX. Gli speculatori avevano già aumentato il posizionamento verso la fine dello scorso anno e l'inizio di quest'anno, nell'ipotesi che la Banca Centrale Americana non fosse troppo lontana dal completare il suo ciclo di rialzo.

C'è ancora spazio per gli speculatori di aumentare ulteriormente il loro posizionamento a favore di una crescita dell'oro. Il giusto catalizzatore potrebbe presentarsi sotto forma di preoccupazioni costanti nel settore bancario e/o segnali di allentamento dell'inflazione, che potrebbero indicare un potenziale cambiamento della politica monetaria da parte della Fed.

Intanto Il 2022 se da una parte ha visto significativi deflussi di ETF per l'oro, in particolare nel secondo semestre, al contrario, l'appetito verso l'oro fisico non si è mai affievolito. Secondo il World Gold Council infatti, un'area di forza nel mercato dell'oro è venuta dalla domanda di gioielli. Il rapporto afferma che la domanda globale di gioielli è aumentata a 453,2 tonnellate, il 4% in più rispetto allo scorso anno. La domanda di gioielli indiani ha dominato il mercato globale, aumentando del 49% nel secondo trimestre dal 2021.

Nelle ultime 2 settimane abbiamo visto questa tendenza invertirsi, riflettendo l'avversione al rischio e la fuga verso la sicurezza. Abbiamo assistito a acquisti netti di ETF pari a 36 tonnellate nelle due settimane terminate il 24 marzo. Le partecipazioni dell'ETF dipenderanno in gran parte dagli sviluppi nel settore bancario e dal successo dei responsabili politici nel ripristinare la fiducia. Il contenimento delle preoccupazioni porterebbe probabilmente a un calo a breve termine dei prezzi dell'oro.

Tuttavia la debole domanda di ETF nel 2022 è stata compensata da forti acquisti da parte delle banche centrali, che hanno acquistato quasi 1.136 tonnellate di oro l'anno scorso. La Turchia e la Cina sono stati i maggiori acquirenti noti, con rispettivamente 148 e 62 ton in più. Questi forti acquisti sono continuati nel 2023, con Turchia e Cina che hanno aggiunto rispettivamente altre 23 tonnellate e 15 tonnellate nel gennaio 2023. Ed è probabile che le banche centrali continueranno questo trend ovvero ad essere acquirenti, non solo a causa delle incertezze geopolitiche ma anche a causa del clima economico che denota una possibile fase di recessione.

La politica della Fed sarà probabilmente la chiave per comprendere la direzione del prezzo dell'oro nel medio termine. La Fed si sta probabilmente avvicinando al momento della conclusione della stretta monetaria sui Fed funds e potremmo assistere a un pivot nella seconda metà di quest'anno. Gli eventi recenti in riferimento alle crisi bancarie, suggeriscono che i flussi di credito diventeranno più restrittivi.

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Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.

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