Ven, 17 febbraio 2017

Investimento in Oro, la Bundesbank rivuole la sua parte

La Banca Centrale Tedesca ha richiesto il rimpatrio del proprio oro detenuto nei forzieri della Federal Reserve.

Quali sono le motivazioni e qual'è il significato?

Per una Banca Centrale, detenere oro è di fondamentale importanza. In particolar modo la motivazione sottostante, come abbiamo avuto modo di ricordare spesso in questo blog (vedi articolo "una corretta componente nei nostri investimenti") è quella collegata alla diversificazione.

Si è proprio vero anche Istituzioni cosi importanti ci insegnano come la corretta allocazione dei fondi detenuti come riserve strategiche sia attinente alla stretta attualità di questo tempo. L’Oro, l’Argento non sono solo metalli preziosi, lavorati per ottenere meravigliosi gioielli scaturiti dalla fantasia e dall’estro del gioielliere. Questi metalli sono trattati nei mercati finanziari internazionali, come valuta sonante e soprattutto soddisfano i requisiti più importanti in materia di sicurezza nell’investimento: la totale impossibilità di default ovvero di perdere totalmente il loro valore. Chi mai potrebbe immaginare che l’oro non vale niente? Si cancellerebbero totalmente non solo 5.000 anni di storia ma probabilmente molte delle attività economico-finanziare, di cui oggi ci avvaliamo, cesserebbero di esistere.

Il valore di questi metalli, la continua domanda e gli scambi internazionali che accompagnano le variazioni di prezzo giornaliere, sono il fondamento delle motivazioni per cui gli Istituti monetari detengono oro nei loro forzieri. Le valute cosiddette cartacee, fino al 1971 erano direttamente o indirettamente collegate al valore dell’oro. E quindi lo Stato che possedeva più oro era il più forte.

Oggi le cose sono cambiate solo in apparenza. Nell’epoca di internet, dei supercellulari, delle “App”, chi amministra i fondi delle Banche Centrali, si avvale ancora di questa immutata strategia operativa per sostenere il valore della carta moneta: comprare ed investire in Oro ed Argento.

È facile ora comprendere, anche al lettore non inserito nei meccanismi finanziari globali, del perché la Banca Centrale Cinese, People's Bank of China abbia raddoppiato i quantitativi di oro in pochi anni portandoli, secondo le stime, a 1.600 tonnellate.

Ed ora si può ancor più ben comprendere anche la motivazione essenziale per cui sulla stessa riga, anche l’istituto Tedesco, voglia ritornare in possesso del metallo fisico. Già nel 2012 i vertici della BuBa, avevano scatenato numerose polemiche sull’esistenza reale di queste riserve depositate negli Stati Uniti (prassi consolidata anche per altri Istituti, sia chiaro). Nello specifico aveva stabilito il rimpatrio quasi totale dei lingotti entro il 2020. Ma ora sembra aver molta più fretta.

E chi ci guadagna è proprio l’oro e gli investitori privati che con accortezza hanno accumulato continuando ancora oggi, Oro, scambiando insicurezza (valute di carta che si svaluta) contro sicurezza (Oro e Argento che mantengono inalterato il potere di acquisto).

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto
DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.

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