Mer, 13 febbraio 2013

Il vero rischio dell'oro? Non averlo!

A distanza di un mese dal nostro ultimo articolo, l'oro continua a testare il supporto a 1.635 $/oz. Dopo un tentativo di rialzo durato 11 giorni, il 22 gennaio il prezzo ha sfiorato i 1.700 $ ma ha ricominciato a scendere ritoccando 1.639 $ il 12 febbraio.

Come possiamo notare dal grafico questo livello è di fondamentale importanza. Rappresenta la resistenza toccata 4 volte tra giugno luglio e agosto del 2012 e che si è trasformata in supporto, fino ad ora, contenendo il ribasso degli ultimi 4 mesi. Gli "appoggi" sono stati tre, il 20 dicembre, il 4 gennaio e ieri 12 febbraio.

Per noi europei la situazione è diversa data la variabile tasso di cambio €/$.
Sembra lontanissimo il mese di luglio quando il consenso generale dava per spacciata la situazione europea a causa della crisi dei debiti sovrani di Italia e Spagna e i media prevedevano l'euro verso la parità con il dollaro. Come sempre accade nei momenti di mercato "estremi", quando tutti sono dalla stessa parte, il sottostante va in senso opposto punendo la maggioranza dei partecipanti. Da allora il cambio è passato da 1,21 agli attuali 1,35 €/$. Circa il 10% di rivalutazione dell'euro ovvero meno 10% del dollaro contro euro.
Il doppio ribasso (oro e dollaro) sta allungando la finestra del "Saldissimo del 10%" del quale parliamo da diversi mesi. Dai 44 €/grammo di fine settembre ai 40 attuali.

Dall'altra parte del mondo, in Giappone per l'esattezza, la situazione dell'oro è incredibilmente differente. Il prezzo dell'oro ha fatto + 27% dai minimi di questa estate. Vedere il grafico per credere.

Il motivo di tale rialzo è totalmente dovuto alla svalutazione dello Yen contro dollaro. Svalutazione del 18% del cambio negli ultimi 4 mesi, ecco il grafico dello yen contro dollaro.

Attraversando il Pacifico e atterrando in Venezuela la sorpresa e' ancora più grande.
E' bastato un giorno, solo uno, e il prezzo dell'oro in Bolivar Venezuelani è cresciuto di quasi il 50%. Su ordine del presidente Hugo Chavez il cambio con il dollaro è passato da 4,3 a 6,3.
La mossa, secondo gli analisti, alleggerirà l'impatto del debito pubblico sulle finanze dello stato e farà decollare l'inflazione.

I commenti del G7 del 12 febbraio e quelli che usciranno dal G20 del prossimo week-end riguardano la "Currency War" o guerra valutaria. La situazione economica globale, il problema dei debiti sovrani, la creazione di moneta alla ricerca di inflazione e le svalutazioni monetarie competitive in atto rimarranno i temi dominanti del 2013 e oltre.

Come dimostrano i casi Giapponese e Venezuelano il prezzo dell'oro in valuta locale potrebbe impennarsi all'improvviso. Solo pochissimi cittadini di questi paesi hanno goduto del rialzo, solo quelli già posizionati nel metallo giallo, la quasi totalità è fuori dagli investimenti in oro e ha purtroppo provato sulla propria pelle che il vero rischio è NON avervi investito.

Consila Aurea

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