Sab, 30 maggio 2020

I prezzi dell’oro – analisi lungo periodo [terza parte]

Gli anni ’80 furono caratterizzati da iperinflazione. Vediamo il prezzo dell’oro come ha reagito in quel decennio.

L'oro è considerato un investimento sicuro. Dovrebbe fungere da rete di sicurezza quando i mercati sono in declino poiché il prezzo dell'oro non si muove in genere con i prezzi dei mercati azionari. L'oro è stato considerato prezioso nel corso della storia, ma non è stato utilizzato come denaro fino al 550 aC circa.

Come abbiamo visto nel precedente secondo articolo, nel primo decennio in cui l’oro fu ufficialmente e liberamente prezzato dagli investitori nei mercati finanziari, le quotazioni passarono da circa $40 a circa $660 nel mese di febbraio del 1980 con un incremento del 1.550%!

Nel successivo ventennio dal 1980 alla fine del millennio, cominciarono i primi studi sul comportamento dell’oro nelle varie fasi di mercato, e gli investitori iniziarono ad utilizzarlo come strumento di copertura nei propri portafogli. L’oro divenne quello che oggi conosciamo, il cosiddetto bene rifugio, ovvero quel tipo di investimento dove riparare nel momento in cui tutte le altre asset class vanno male.
In particolare una copertura è un investimento che protegge le tue finanze da una situazione rischiosa. La copertura viene effettuata per ridurre al minimo o compensare la possibilità che le altre attività perdano valore. In buona sostanza, limita inoltre la perdita se l'altra attività perde valore.

Proprio nel ventennio in analisi, le Banche Centrali, ed in particolare la Federal Reserve, Banca Centrale Americana, attuò una politica monetaria volta a ridurre l’inflazione che si era scatenata sul finire degli anni ’70. Ovvero per limitare l’eccessiva circolazione di denaro, la FED aumentò i tassi di interesse fino al 20% nel 1980 per poi scendere gradualmente fino al valore del 5%, valore che rimase praticamente fisso per l’intero decennio prima del 2000.

Va ricordato che negli anni ottanta, il presidente americano Ronald Reagan aumentò la spesa pubblica e tagliò la pressione fiscale, con il risultato di dare il via ad un ciclo di espansione economica piuttosto intensa dove l’indice della Borsa Usa Dow Jones passò da 960 punti a circa 2600 punti, con un’inflazione media del 5%.
Ma un’inflazione così sotto controllo, unita ad una crescita economica poderosa dell’azionariato Usa, fece sì che i prezzi dell’oro rimanessero all’interno di una fascia di quotazioni compresa tra $590 e $390. Ed è proprio questo il punto focale: numeri alla mano se l’indice azionario crebbe del 170% il prezzo dell’oro diminuì solo del 34%! Ovvero l’oro mantenne abbastanza bene il suo valore durante quel periodo in risposta alla crescita economica.

Gli anni ’90 rispecchiarono lo stesso trend di crescita dei mercati azionari che passarono nel 1999 da 2600 punti ad un massimo di 11497 punti quando fu paventato lo spauracchio del “millenium bug”. Similmente al calcolo fatto prima, il Dow Jones crebbe del 342%, ma anche in questo caso l’oro discese solo di poco passando da un valore di $350 a $290 con una decrescita del 17%.

In quel decennio, l’inflazione rimase estremamente contenuta, addirittura mediamente al di sotto del 3%.
E questo non fu sicuramente un bene per l’economia poichè nonostante la crescita smisurata degli indici azionari, il successivo periodo registrò una fase di recessione. E fu proprio in quel periodo storico che le quotazioni dell’oro crebbero mostrando tutta la potenza di questo segmento di investimento. Ma di questo ne parleremo nel prossimo appuntamento.
(Fonti: IMF- World Bank-Reuters-history.state.gov-Federal Reseve System)

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.

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