Mer, 18 marzo 2020

Cosa nasconde il crollo dell’Oro?

Nelle ultime settimane abbiamo osservato un crollo generalizzato di tutti gli asset, compresi i Beni Rifugio. Vediamo cosa sta succedendo.

I mercati crollano e il bene rifugio per eccellenza pure. L'oro ha infatti esteso le perdite dopo la sua settimana peggiore in quasi quattro decenni, con gli investitori che "vendono tutto ciò che possono", poiché il crescente impatto economico del coronavirus ha spinto il panico nei mercati. La crisi del coronavirus, come da manuale, spinge gli investitori a cercare nel metallo giallo il rifugio dal panico che sta sopraffacendo i mercati azionari. Ma a chi pensasse che l’investimento in oro riguarda solo una minoranza degli investitori, giunge una smentita dai dati elaborati dalla London Bullion Market Association, l’autorità globale di supervisione alla contrattazione dei metalli preziosi. Secondo i dati dell’Organizzazione londinese nella sola giornata di lunedì 9 marzo 2020, il trading sull’oro, che ingloba sia l’oro fisico che gli strumenti finanziari che hanno come sottostante il metallo, ha sfiorato un valore totale di 100 miliardi di dollari, il più alto volume di scambi mai registrato.

Il metallo è crollato a meno di $ 1,500 l'oncia mentre il sentimento del mercato si inasprisce anche dopo ulteriori mosse di emergenza da parte della Federal Reserve. Anche i mercati azionari Usa sono crollati segno che gli investitori hanno perso la fiducia nell'allentamento della politica monetaria come modo per combattere gli effetti economici della diffusione del coronavirus. L'oro è stato messo a dura prova quando gli investitori hanno venduto il metallo per raccogliere denaro e coprire perdite in altri mercati.
Secondo un’ipotesi, pubblicata su Bullionstar, dietro a queste vendite avvenute nelle ultime settimane, ci sarebbe la Banca Centrale del Giappone, che avrebbe effettuato questa operazione per sostenere il valore dello Yen.
Stessa cosa è avvenuta alcuni giorni prima precisamente il 28 febbraio con un crollo del metallo giallo di circa il 3%. E ancora il 24 febbraio, infatti, attorno alle 14.30 ora di New York, qualcuno ha scaricato sul mercato un nozionale di contratti futures sull’oro pari a oltre 3 miliardi di dollari di controvalore, facendo scendere le quotazioni da 1.675 a 1.661 dollari l’oncia nel giro di pochi istanti. Questa volta il nozionale scaricato avrebbe dovuto essere attorno ai 12-13 miliardi di dollari e nemmeno la bullion bank più potente può permettersi una mossa simile, ma solo una Banca Centrale.

Rapporto Gold USD e YEN

Ora molti osservatori di mercato vedono sotto un’altra luce anche la decisione inaspettata dello scorso luglio, quando la Bce sancì senza preavviso e dopo 20 anni la fine del Central Bank Gold Agreement, di fatto offrendo alle Banche centrali dell’eurozona la possibilità di operare senza più coordinamento sulle loro riserve auree.
L'oro "viene venduto per generare liquidità e per compensare le perdite in altri mercati", ha dichiarato Zumpfe di Heraeus. “In alcuni casi, gli investitori vendono anche le loro disponibilità in oro al fine di mantenere costante il valore del metallo prezioso nel loro portafoglio complessivo. A causa del valore inferiore della quota azionaria, l'oro avrebbe altrimenti acquisito una quota maggiore in termini di valore ".

All'inizio di questo secolo, il prezzo dell'oro stava lottando per rimanere al di sopra del livello di 250 dollari l'oncia. La Bank of England, nella sua infinita saggezza, decise di vendere metà delle sue riserve auree alla fine degli anni '90, dichiarando il metallo giallo una barbara reliquia del passato.
La maggior parte delle banche centrali impiega la massima discrezione al momento dell'acquisto o della vendita del metallo giallo che è parte integrante delle riserve valutarie di un paese. Fin dai tempi biblici, l'oro è stato un mezzo di scambio e riserva di valore.
Le banche centrali considerano ancora il metallo prezioso una valuta forte, anche se spesso non parlano delle loro operazioni in oro. Nell'interesse della trasparenza, la Banca d'Inghilterra decise di vendere 300 tonnellate del loro tesoro nazionale attraverso un processo di asta. La vendita spinse al minimo il prezzo dell'oro.

Oggi in piena crisi dovuta all’emergenza Coronavirus, quando a partire dallo scorso fine settimana, le quarantene in tutto il mondo stanno aumentando e l'atmosfera di panico sta crescendo, anche le politiche delle Banche centrali stanno cercando di arginare mettendo in atto tutte le possibili mosse per contrastare la mancanza di liquidità nel sistema. Tra queste mosse sembra piuttosto palese che alcune abbiano venduto parte della loro riserva di oro per aumentare la liquidità, nonostante come ricordato sopra le operazioni siano coperte da un velo di segretezza.

Il taglio dei tassi della Fed e tassi più bassi in tutto il mondo è un altro di una lunga serie di risposte di panico alle crisi. La dipendenza dalla liquidità non scomparirà presto. Nel frattempo, i governi sono i detentori di oro più significativi al mondo. Tassi più bassi sono destinati a rendere le loro riserve in oro molto più preziose nelle prossime settimane e mesi.
Questo per sottolineare ancora una volta come l’oro sia una fondamentale risorsa di liquidità anche e soprattutto in momenti critici come quello attuale.

Buon investimento a tutti
Carlo Vallotto

DISCLAIMER: Le indicazioni contenute in questo messaggio non costituiscono in alcun modo delle raccomandazioni di acquisto o vendita: esse rappresentano una libera interpretazione dei mercati basata sull’analisi tecnica. Lo scrivente declina ogni responsabilità per le perdite derivanti dalle attività intraprese sulla base di queste analisi.

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